Afghanistan

Partiresti per una zona di guerra?

Ecco le proposte degli operatori


Il mondo dei viaggi è ampio e variegato e riesce a soddisfare proprio tutti i gusti, inclusi quelli degli amanti del pericolo. Si sta affermando sempre più il settore dei “viaggi della paura”, di cui abbiamo già parlato nell’articolo “Turismo di guerra“.

I viaggi della paura sono quelli che hanno come meta teatri di guerra, sia passata che presente, preferiti da turisti temerari che, ignorando le raccomandazioni dei propri Stati e le preoccupazioni di parenti ed amici, affrontano questi viaggi al limite del pericolo più estremo.

Per soddisfare le richieste di questa tipologia di viaggiatori in continua crescita, sono nati operatori turistici specializzati che spesso suscitano un certo clamore.

È il caso di Hinterland Travel, agenzia inglese fondata oltre 36 anni fa, organizzatrice di un viaggio in Afghanistan, i cui partecipanti sono stati vittime di un attacco. I due minibus di turisti avevano visitato le famose statue del Buddha abbattute dai talebani ed erano diretti ad Herat, città antichissima e bellissima, lungo l’Afghanistan centrale, su strade abitualmente frequentate da signori della guerra, ladri e talebani. Fortunatamente l’attacco si è risolto nel solo ferimento dei turisti e del personale. Tale episodio non ha fermato l’agenzia, anzi: per il 2017 saranno proposti viaggi in Iraq, da Baghdad a Bassora, luoghi pieni di siti archeologici, ma anche teatro di incursioni via terra e aria contro l’Isis.

I tour vanno da un minimo di 9 giorni ad un massimo di 24, per un totale di 3mila sterline, esclusi volo e tasse. Ogni gruppo è composto da circa 8 persone, senza limiti di età, a condizione che siano in buona salute, così da poter affrontare al meglio i pericoli e le scomodità che si potrebbero presentare. Geoff Hann, a capo della Hinterland Travel, ha dichiarato che l’agenzia ha a cuore l’aspetto etico del viaggio. Appoggiandosi ad alberghi, pensioni e guest house locali, sostiene l’economia locale e, sebbene i rischi siano molti, viaggiare da soli in paesi come l’Afghanistan sarebbe ancora più pericoloso se non addirittura impossibile, come in Iraq il cui governo difficilmente concede visti a viaggiatori singoli.

L’agenzia Untamed Borders, di cui abbiamo già accennato nel precedente articolo, è più orientata verso viaggi a contatto con la natura e propone pacchetti trekking in Tagikistan ed altre zone dell’Afghanistan, tour in Cecenia, settimane bianche nel Kurdistan iracheno e vacanze sulle spiagge somale di Mogadiscio, a rischio di incursioni da parte dei pirati.

La Wild Frontiers, fondata nel 2002, propone mete ad alto rischio ed oltre alle “classiche” Iraq ed Afghanistan pone la sua attenzione soprattutto sul Sudan. Terra di paesaggi desertici e di diversi siti Unesco, si distingue per l’ospitalità e l’accoglienza della popolazione locale. Un itinerario è rivolto verso il nord del Paese, dove si trova Khartoum, zona meno a rischio del martoriato Darfur, ma non esente da pericoli. La Farnesina stessa avverte che, anche se le condizioni di sicurezza generale sono migliorate, Khartoum è comunque soggetta al rischio di terrorismo internazionale.

Un altro itinerario riguarda il nord del Caucaso, tra Cecenia, Dagestan e Ossetia, aree con grande presenza di gruppi armati ed attività terroristiche, che tuttavia possono offrire diversi spunti turistici interessanti: dal lago di Kazenoj, alla capitale Grozny, ai siti come “Il Cuore di Cecenia”, una delle più grandi moschee in Russia.

La Lupine Travel, invece, ha visto la luce nel 2007 ed ha tra le sue mete preferite Liberia, Sierra Leone, Corno d’Africa e Kosovo. E per quanto riguarda l’assicurazione? Niente paura: la compagnia canadese Ingle International è pronta a stipulare polizze anche con i turisti più temerari.

Foto di Robert Schmid

Letizia Sclavi

Archeologia e viaggi sono le mie passioni innate, supportate dai libri, che ne sono il fondamentale nutrimento.

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