In Italia due nuovi siti Unesco

siti Unesco

Le mura veneziane e le vetuste faggete diventano Patrimonio dell’Umanità


Domenica 9 luglio 2017 altri due siti italiani sono entrati a far parte della lista dei Patrimoni mondiali dell’Umanità dell’Unesco.

Durante la 41° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale che si è tenuta a Cracovia in Polonia, l’Italia, grazie a questi due nuovi inserimenti, si riconferma lo stato al mondo con più siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. È passata dai 51 ai 53 siti inseriti nella lista. Queste due nuove nomine offrono un motivo in più per scoprire differenti luoghi, considerando che i due siti si estendono su un vasto territorio.

Le mura veneziane rappresentano le opere di difesa erette dalla Repubblica di Venezia tra il XVI e il XVII secolo in un territorio che comprende anche in Croazia e Montenegro. Per quanto riguarda il territorio italiano le città che ospitano le mura veneziane sono: Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda. In Croazia le troviamo a Zadar (Zara) e Šibenik (Sebenico), in Montenegro a Kotor. Queste tre località straniere un tempo erano parte della Repubblica di Venezia, poiché rientravano nel territorio della Dalmazia.

Oltre 1000 km di fortificazione realizzata dalla Serenissima, su cui si basa l’architettura militare moderna in Europa. Il sistema utilizzato e i criteri adottati sono riconducibili all’architettura militare, cosiddetta, ‘alla moderna’, ovvero una struttura scelta a seguito dell’introduzione della polvere da sparo.

Le “opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra – Stato di mare occidentale” si dividono appunto nelle opere realizzate per difendere i territori della Repubblica dalle invasioni europee a nord-ovest e quelle a difesa delle rotte marittime e dei porti lungo l’Adriatico, un tempo denominato Golfo di Venezia.

Le faggete vetuste ricoprono una superficie pari a 2.127 ettari ed entrano a far parte del sito delle “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, grazie ad un processo avviato dieci anni fa da Ucraina e Slovenia.

Sono 10 le faggete interessate, che vanno a creare così un grande sito Unesco assieme alle altre faggete di 12 paesi europei (Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia, Ucraina). Quasi tutte si trovano all’interno di parchi nazionali:

  • la riserva di Sasso Fratino nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (Toscana ed Emilia-Romagna);
  • la faggeta del Monte Raschio nel Parco naturale di Bracciano-Martignano (Lazio);
  • le faggete del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise;
  • la Foresta Umbra nel Parco nazionale del Gargano;
  • la foresta di Cozzo Ferriero nel Parco nazionale del Pollino.

Tre delle dieci faggete, che fanno parte del Patrimonio Unesco, sono state dichiarate di “eccezionale valore universale” per la loro ricca biodiversità. Si tratta delle faggete presenti nelle riserve naturali dello Stato di Sasso Fratino, Foresta Umbra e Foresta Falascone, gestite dall’Arma dei Carabinieri, e che rappresentano un territorio di 1.211 ettari.

Non è solo l’Italia a vedere inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità i suoi siti. Meno di un anno fa era stato eletto Patrimonio dell’Unesco a Tokyo il Museo nazionale di Arte occidentale, mentre a dicembre 2015 la prima città americana è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco, ovvero Philadelphia. Inoltre i Patrimoni dell’Umanità non si limitano ad essere siti storici o naturali, ma anche elementi facenti parte della cultura locale come lo yoga e la smoked sauna.

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