Tutto quello che devi sapere sulla nuova direttiva sui pacchetti turistici

Nuova Direttiva Pacchetti Turistici

Cosa cambia riguardo la normativa sui pacchetti turistici

 

Se ne parlava ormai da tempo e quest’anno diventerà realtà: la normativa sui pacchetti turistici sta per cambiare. Introdurrà diverse novità e rafforzerà alcune tutele a favore del consumatore.

Ho pensato quindi di realizzare una guida completa per spiegarti a cosa serve questa nuova legge, quali sono i suoi obiettivi, l’ambito in cui si applica e quali sono le novità introdotte.

Perché devi conoscere la normativa? Perché solo in questo modo puoi sapere quali sono i tuoi diritti e quali i doveri di chi ti sta vendendo un pacchetto turistico e soprattutto se ciò che stai acquistando è o no un pacchetto.

Cosa succede dal 1° luglio 2018?

Il 31 dicembre 2015 è entrata in vigore la direttiva europea 2015/2032 che ha dettato le linee guida per una nuova legge che disciplini i pacchetti turistici, a cui ogni Stato membro ha dovuto adeguarsi attraverso un decreto legislativo di recepimento.

In virtù della legge di delegazione europea, l’Italia ha avuto più tempo per adottare il decreto: rispetto agli altri Stati membri che hanno dovuto pubblicare la nuova legge entro il 1° gennaio 2018, l’Italia aveva come scadenza il 21 febbraio (3 mesi dall’entrata in vigore della legge di delegazione europea).

Dal 1° luglio tutti gli Stati membri dovranno applicare le disposizioni previste dal proprio decreto legislativo di recepimento.

In sostanza in piena estate cambieranno le leggi riguardanti i pacchetti turistici in tutta l’Unione Europea e ogni Stato membro seguirà le proprie disposizioni legislative approvate. Questo perché la direttiva europea dà delle indicazioni sugli obiettivi che la legge nazionale dovrà raggiungere, mentre le modalità sono decise da ogni singolo Stato.

Tutto l’iter che ha portato alla definizione della nuova direttiva europea lo puoi trovare a questo link.

E fino al 30 giugno 2018?

Resterà in vigore la direttiva 90/314/CEE (attuata con d.lgs n. 111 del 1995), che sarà abrogata e non avrà più validità a partire dal 1° luglio 2018. In più sarà ancora valido il testo del Codice del Turismo (d.lgs. n.79 del 2011), finché non verranno modificate alcune parti dal decreto legislativo di recepimento della nuova direttiva.

Qual è l’obiettivo della direttiva europea dei pacchetti turistici?

Il mondo dei viaggi è cambiato. Questo cambiamento è stato generato soprattutto dall’utilizzo di internet, il quale ha creato una sorta di limbo all’interno del quale non esistevano leggi specifiche a cui fare riferimento. Il pacchetto “preconfezionato” come lo conoscevamo in origine è stato affiancato da altre forme di servizi turistici aggregati, che non vengono ad oggi riconosciute in nessuna legge.

Inoltre dagli anni ’90, grazie alla precedente direttiva, ogni Stato membro ha emanato proprie leggi che regolano il mondo dei viaggi generando differenze nelle discipline dei singoli Stati.

Ecco perché l’Unione Europea ha deciso che era giunto il momento di emanare una nuova direttiva, al fine di fissare un obiettivo comune per tutti gli Stati UE e delle indicazioni a cui attenersi nella emanazione dei decreti legislativi attuativi.

La direttiva 2015/2302 si pone come obiettivo principale il corretto funzionamento del mercato attraverso un livello elevato e uniforme di protezione rivolta ai consumatori, indicando e chiarendo alcuni aspetti delle disposizioni legislative che ciascun Stato membro dovrà poi adottare in merito a contratti di viaggio per pacchetti turistici e servizi turistici collegati. Si sottolinea l’importanza dell’obbligo di informazione, della responsabilità dei professionisti e della protezione in caso di insolvenza.

Che cos’è ‘pacchetto turistico’?

Il mondo dei viaggi è così vasto che non sempre ciò che si acquista ricade nella definizione di “pacchetto turistico”. Allora vediamo cosa dice la nuova direttiva UE punto per punto.

La direttiva all’articolo 3 specifica che un pacchetto turistico per essere tale deve essere una combinazione di almeno due tipi diversi di servizi turistici che vengono erogati per lo stesso viaggio o per la stessa vacanza. I servizi turistici sono:

  1. trasporto
  2. alloggio
  3. noleggio veicoli (auto, moto,…)
  4. altri servizi non accessori agli altri tre.

Nell’ultima categoria non rientra ad esempio il servizio di ristorazione quando si acquista una pensione completa in un hotel. Esso non si configura come un servizio a sé stante, perciò si definisce servizio accessorio all’alloggio. Un esempio di ‘servizio non accessorio’ può essere il giro turistico con la guida oppure l’acquisto di un biglietto per un museo o un concerto.

Un elemento importante del pacchetto turistico è la stipula di un contratto di vendita. La direttiva, però, ci dice che il contratto non deve essere per forza uno soltanto, ma può esserci il caso in cui si possono stipulare singoli contratti per ciascun servizio richiesto. Se viene concluso un contratto per ogni servizio acquistato:

  • il professionista presso cui si acquistano i servizi deve essere uno oppure possono essere diversi, ma questi devono essere legati da processi di prenotazione online attraverso i quali vengono trasmessi i dati del viaggiatore (nome, estremi pagamento, indirizzo email) da un professionista all’altro e il contratto con gli altri viene concluso entro 24 ore dal primo;
  • la selezione dei servizi deve avvenire prima che si effettui il pagamento;
  • il prezzo pagato deve essere forfettario o totale;
  • i servizi devono essere pubblicizzati e venduti col nome di pacchetto o nome simile.

Ecco quindi che finalmente vengono inclusi nelle norme sui pacchetti turistici anche i siti web, che negli ultimi anni hanno cominciato a vendere altri servizi al di fuori di quello per cui sono nati. Una norma che gli operatori attendevano da tempo visto che questa lacuna creava disparità tra i classici operatori del settore, come agenzie viaggi e tour operator, e le nuove figure nate con l’utilizzo del web per l’acquisto di viaggi e vacanze. Inoltre con la nuova direttiva non si fa più riferimento ai contratti conclusi nel territorio nazionale, ma a quelli conclusi all’interno dell’Unione Europea.

La direttiva specifica inoltre che i pacchetti turistici sono tali quando la durata supera le 24 ore oppure è compreso il servizio di alloggio. Questo viene ripreso dalla precedente direttiva europea sui viaggi tutto compreso, che utilizzava il tempo come elemento distintivo tra pacchetto turistico ed escursione; invece non viene più considerato tale il “prezzo forfettario”.

prenotare online

Una novità: i servizi turistici collegati

La combinazione di servizi turistici tra alloggio, trasporto e noleggio auto e un servizio non accessorio non è un pacchetto turistico se il servizio non accessorio è acquistato dopo l’inizio dell’esecuzione del servizio turistico oppure non rappresenta parte sostanziale del valore della combinazione (25%) e non viene pubblicizzato né rappresenta un elemento essenziale.

Ecco una delle novità della direttiva europea: l’introduzione del servizio turistico collegato.

Quando si può parlare di ‘servizio turistico collegato’? Non è che tutti i casi in cui un consumatore non acquista un pacchetto turistico si ritrova ad acquistare ‘servizi turistici collegati’.

Innanzitutto devono esserci almeno due tipi diversi di servizi turistici. Questi devono essere acquistati per lo stesso viaggio o per la stessa vacanza da singoli fornitori attraverso contratti distinti e alternativamente:

  • il professionista deve agevolare l’acquisto dei servizi venduti in modo distinto con pagamenti singoli al momento di un’unica visita (luogo fisico) o di un unico contatto (online);
  • il professionista deve favorire, entro 24 ore dalla conferma di prenotazione del primo servizio, l’acquisto di un servizio turistico aggiuntivo presso un altro professionista.

Qual è la vera novità? I servizi turistici collegati godono delle stesse garanzie e delle stesse tutele dei pacchetti turistici.

Vacanza Al Mare

E i viaggi organizzati dalle associazioni?

Sappiamo bene che molte associazioni organizzano durante l’anno viaggi per i propri associati. Con la nuova normativa le attività di organizzazione viaggi delle associazioni vengono fortemente limitate. Infatti dal 1° luglio 2018 le associazioni potranno organizzare soltanto 2 viaggi l’anno e dovranno affidarsi a professionisti per organizzarne altri.

La norma in realtà viene introdotta per contrastare l’abusivismo, ovvero quel fenomeno nato per aggirare tutte le garanzie richieste a chi vuole vendere pacchetti turistici in maniera professionale. La nuova normativa comunitaria cerca in questo modo di tutelare il viaggiatore, rendendolo consapevole della presenza o meno di tutele.

 

Siamo arrivati al termine della prima parte della guida sulla nuova normativa sui pacchetti turistici.

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Sono laureata in Economia del Turismo, lavoro nel turismo dal 2008 e ho ricoperto diversi ruoli. Nel 2012 ho fondato Le tue notizie di viaggio per aiutare i viaggiatori a spostarsi nel mondo in sicurezza e consapevolmente. Se vuoi saperne di più su di me clicca le icone qui sotto o visita il mio sito personale.

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