Con questo articolo inauguriamo la rubrica dal titolo “Libri in viaggio”. Come dice il nome stesso, la rubrica parlerà di libri legati al viaggio, libri ambientati in particolari luoghi nel mondo, libri da leggere prima di partire o che ci tengano compagnia durante i nostri viaggi.

Abbiamo scelto di partire dalla Sardegna, isola bellissima con spiagge incantevoli e luoghi da sogno, ma con una zona interna pressoché sconosciuta. Eppure l’interno della Sardegna ha tantissimo da offrire. Ad esempio è meta degli appassionati di trekking con percorsi che si snodano lungo la meravigliosa vegetazione autoctona.

Cala Gonone, una delle spiagge raggiungibili da Galtellì (Photo credit: Kapomuk su Flickr)

Alla scoperta dei luoghi del romanzo “Canne al vento”

Oggi parliamo di uno dei luoghi sardi poco conosciuti come meta turistica, ma molto famosi in letteratura: Galtellì.

Galtellì è un piccolo borgo nella provincia nuorese, reso famoso dalla scrittrice Grazia Deledda, premio Nobel della letteratura nel 1926 (unica donna italiana a vincerlo).

Chi non ha mai letto o sfogliato qualche libro della scrittrice sarda Grazia Deledda, può recuperare visitando il Parco Letterario a lei dedicato in Sardegna presso Galtellì (NU). I Parchi letterari sono parchi realizzati in onore di grandi scrittori, che raccontano la loro vita e le loro opere attraverso degli itinerari.

Parco letterario Grazia Deledda a Galtellì
Parco letterario Grazia Deledda (Photo credit: Aggrucar su Wikimedia)

Grazie al Parco letterario, gli appassionati di letteratura possono vivere un incontro sensazionale con i luoghi che hanno incantato la scrittrice. Questo paesino ospitò la scrittrice e divenne lo scenario del suo libro “Canne al vento” di cui parleremo più avanti.

Il paesino è situato in un’ottima posizione: a circa 9 km dal golfo di Orosei, all’interno della Valle del Cedrino ai piedi del monte Tuttavista. A metà strada, tra il mare e la montagna, regala ai viaggiatori paesaggi mozzafiato.

I luoghi, che hanno fatto da sfondo all’opera “Canne al vento”, possono essere visti dal vivo attraverso un percorso da seguire, che si snoda per le vie del centro storico.

Di solito il Parco letterario organizza delle visite guidate che mostrano non solo i luoghi dell’opera, ma anche le cose da vedere a Galtellì. Scopriamole insieme una ad una.


Cosa vedere e fare a Galtellì

Inserito nel territorio della provincia nuorese, Galtellì è uno dei posti da non perdere in Sardegna, sia per essere stato il luogo in cui Grazia Deledda ha ambientato il suo romanzo, sia perché rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire tutto il territorio circostante.

Vediamo ora insieme cosa devi assolutamente vedere a Galtelli.

Basilica di San Pietro

La Basilica conserva affreschi di età romanica e rappresenta uno degli edifici più antichi del paese. In passato è stata sede vescovile, che testimonia l’importanza in ambito religioso di questo piccolo borgo.

Chiesa del Santissimo Crocifisso

A pochi passi di distanza dalla basilica, puoi ammirare la Chiesa del Santissimo Crocifisso in stile gotico risalente al XV secolo. In questa chiesa è conservata una statua lignea del Cristo a cui sono associate leggende agiografiche, ovvero legate ai santi, e diversi miracoli. Infatti nei secoli scorsi divenne un importante luogo di culto.

La casa delle Dame Pintor (Photo credit: Aggrucar)

Casa delle Dame Pintor

Questo edificio è al centro delle vicende del romanzo ed è qui che si sviluppa gran parte della storia. Grazia Deledda descrive questa casa in ogni suo particolare. Si tratta di un edificio risalente al 1700 appartenuto alla famiglia Nieddu. All’apparenza molto modesto, ma in realtà, confrontato con le case a un solo piano di contadini e pastori, si capiva immediatamente che appartenesse a una famiglia benestante.

Vico Cagliari

È un angolo caratteristico del paese, in cui, secondo il romanzo, si trova la casa di Ziu Crboneddu, ovvero uno dei personaggi più importanti del romanzo. In “Canne al vento” qui abitava Don Pedru, cugino ricco delle Dame Pintor, che al termine del romanzo sposerà la più giovane delle sorelle per salvarle dalla rovina. In passato l’edificio settecentesco, eretto in uno stile a metà tra moresco e mozarabico, era proprietà di una famiglia nobile.

Museo etnografico Sa Domo de Marras

Su uno spuntone basaltico, alla periferia di Galtellì, si erge un palazzetto nobiliare che ha l’aspetto di un castello con torretta merlata e che ospita il museo etnografico del borgo.

Nelle stanze del primo piano si ripercorre il passato della comunità, fatto di artigianato e pastorizia, attraverso la ricostruzione di ambienti domestici e del lavoro. L’area più particolare del museo è quella dedicata ai giochi tradizionali dei bambini.

Il secondo piano è stato destinato alla ricostruzione degli ambienti padronali, in cui si possono ammirare oggetti e pezzi d’arredamento.

La visita termina con una esposizione di costumi tradizionali indossati ogni giorno e in occasione delle feste da uomini, donne e bambini.

Il panorama dal Monte Tuttavista (Photo credit: ales&ales)

Monte Tuttavista

Il borgo di Galtellì è situato lungo la valle del fiume Cedrino su un altopiano a cui fa da guardia il monte Tuttavista (800 metri). Questa altura domina il territorio e rappresenta una barriera naturale tra il borgo e la costa. Queste zone sono ideali per gli amanti delle camminate e del trekking.

Sulla cima svetta la statua bronzea del Cristo alta 12 metri, opera di un artista madrileno, che ha voluto riprodurre la statua lignea del Santissimo Crocifisso conservata nella chiesa omonima.

Castello di Pontes sul Monte Tuttavista (Photo credit: Max.oppo su Wikimedia)

Castello di Pontes

Sul monte Tuttavista si erge questo castello che risale all’XI secolo, come testimoniano i resti della precedente fortificazione romana da esso inglobata. Il castello cadde in mano agli Aragonesi nel 1333 e venne abitato fino al XV secolo.

La trama di “Canne al vento”

Di cosa parla il romanzo di “Canne al vento”? Scopriamo insieme la trama.

Le dame Pintor sono discendenti da una nobile famiglia sarda in rovina. Nella loro casa, il servo Efix vuole mantenere alta la dignità ed è devotissimo alle padrone Ruth, Ester e Noemi.

Quando ritorna il nipote Giacinto che è il figlio ribelle di un’altra sorella di nome Lia, nella casa si scatenano ricordi, emozioni passate, speranze e risentimenti. Efix, però, ha un rimorso perché cela un segreto sepolto da tempo.

Pubblicato nel 1913, questo romanzo di Grazia Deledda è dominato dal senso religioso del peccato. I personaggi sono in balia del loro destino come “canne al vento”.

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Di Eleonora Tramonti

Sono laureata in Economia del Turismo, lavoro nel turismo dal 2008 e ho ricoperto diversi ruoli. Nel 2012 ho fondato Le tue notizie di viaggio per aiutare i viaggiatori a spostarsi nel mondo in sicurezza e consapevolmente. Se vuoi saperne di più su di me clicca qui

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