Vuoi visitare il Parco del Sile?

Cosa fare marca trevigiana: Parco del Sile

Ecco la nostra guida per visitare il Parco del Sile


Il Parco del Sile, istituito nel 1991, si estende per 4.152 ettari tra le province di Treviso, Padova e Venezia e comprende 11 comuni.

La zona si presenta come una estesa pianura attraversata dal fiume Sile ai piedi delle Prealpi. Si può visitare in ogni modo: a piedi, in bici, in barca, in kayak e in canoa.

Rappresenta una delle tappe da non perdere se si sta pensando di visitare Treviso.

Come arrivare al Parco del Sile?

Per visitare il Parco del Sile puoi scegliere di arrivare in treno, in auto o in aereo.

Se arrivi in treno puoi raggiungere la stazione di Terviso Centrale e poi da lì spostarti con i mezzi pubblici. Arrivando da Milano si toccheranno le città di Verona e Vicenza; arrivando da Bologna si passerà per Venezia.

Atterrando all’aeroporto di Treviso “Canova” dovrai prendere l’autobus per la stazione ferroviaria e poi lì cambiare a seconda della tua destinazione.

Se arrivi in auto da:

  • Milano / Torino, prendi l’A4 attraversa il Passante di Mestre e immettiti sull’A27. Esci a Treviso Sud e prendi direzione Treviso (SS53);
  • Bologna, all’altezza di Bologna Arcoveggio si trova l’immissione nell’A13 (direzione Padova). Dopo l’uscita Padova – Zona industriale troverai una biforcazione. Mantieni la destra e immettiti sull’A4;
  • Trieste, prendi l’A4 e segui le indicazioni per Treviso e la A27.

Curiosità sul Parco del Sile

Il fiume Sile è un fiume di risorgiva, ovvero nasce dall’affioramento delle acque sotterranee provenienti dalle montagne. Con i suoi 95 km è il fiume di risorgiva più lungo d’Europa.

Questo avviene perché le acque incontrano in alcuni tratti terreni argillosi, che ne impediscono l’avanzata e le costringono a salire in superficie, formando delle polle di acqua (potabile!) ad una temperatura di 12-14°C, chiamati fontanassi, dove è possibile vedere delle bollicine salire dal fondo.

Il Sile nasce a Casacorba, proprio da uno dei fontanassi, in una torbiera ricoperta dalle boscaglie. Sfociava nella laguna di Venezia, ma nel 1683 la Repubblica deviò il fiume sul corso del Vecchio Piave facendolo quindi sfociare tra Jesolo e il Cavallino.

Il Parco è ricco di specie animali e vegetali, tra cui troviamo il Picchio verde e il Picchio rosso maggiore, alcune varietà di aironi e una miriade di passeriformi. È facile trovare le felci, a testimonianza della origine di questa pianura dovuta allo scioglimento dei ghiacciai, i quali hanno trasportato a valle piante tipiche delle montagne.

La zona era abitata già nella antichità. Una laguna allora, dove gli abitanti vivevano in palafitte. Probabilmente una violenta alluvione spazzò via questo popolo e la zona rimase inabitata a lungo. L’area è perciò un contenitore di reperti archeologici, da cui ogni tanto affiorano armi, fossili e altri resti.

Parco del Sile Treviso
Uno degli affluenti del Sile

I Romani diedero l’impronta ad angolo retto, che ancora oggi è possibile notare nelle strade e nella suddivisione dei campi.

I popoli seguenti fecero di Treviso un punto di passaggio obbligato per gli scambi tra la pianura padano-veneta e l’Oriente. Nasce così la Marca Trevigiana, che, grazie al fiume Sile usato per gli scambi con Venezia, venne annessa alla Repubblica nel 1339.

Cosa fare nel Parco del Sile

  • Andare in barca

Navigare lungo il fiume Sile è il modo ideale per scoprire il Parco. Potrai utilizzare la tua imbarcazione oppure noleggiarne una in loco. Altrimenti puoi scegliere di partecipare ad un tour guidato.

  • Pedalare

La zona è adatta a lunghe pedalate senza fretta e in completa tranquillità. Puoi seguire i percorsi della Girasile, una pista ciclabile che vi porterà ad attraversare tutto il parco. Se non hai la tua bici, potrai noleggiarne una presso la Pro loco di Morgano, che ha sede presso la Rotonda di Badoere.

  • Andare in canoa

Il Sile non è l’unico fiume navigabile. Ci sono diversi affluenti, tra cui fiume Zero a Zerobranco, dove è possibile fare una escursione in canoa grazie al Canoa Club di Quinto di Treviso.

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