Civita in Calabria: cosa vedere in questo borgo calabrese

Civita in Calabria

Le cose da vedere a Civita in Calabria, il borgo che parla al cuore del turista

Civita è un affascinante borgo incastonato tra le rocce in provincia di Cosenza. Qui vivono meno di 1000 abitanti, ma è straordinario incontrare nelle vie del piccolo paese turisti di ogni nazionalità ammaliati dalla bellezza autentica che questo posto custodisce e riesce a trasmetterti.

Civita è una storica comunità albanese d’Italia dove si custodiscono l’identità e le antiche tradizioni.

Dopo la partecipazione al blogtour #Civitanelcuore ho scoperto cosa vedere a Civita in Calabria. Ti guiderò perciò virtualmente alla scoperta di questo territorio ricco di natura, storia e tradizioni attraverso la mia personale esperienza.

Perché visitare Civita? Connettersi con la Natura

Civita è situata alle pendici del Parco Nazionale del Pollino, punto di partenza per numerose escursioni nella Valle del Raganello. Il torrente scava un canyon lungo 14 km e interessa il territorio di San Lorenzo Bellizzi e di Civita, un trionfo di natura e bellezza, meta ideale per gli appassionati di escursionismo.

Civita è una straordinaria scoperta agli occhi del visitatore, che viene subito rapito dalla imponenza della Timpa del Demanio. La cima raggiunge 800 metri di quota e sembra abbracciare e proteggere il centro.

Civita in Calabria cosa vedere
La Timpa del Demanio a Civita in Calabria

È consigliabile osservare questa straordinaria parete di roccia che si erge a strapiombo sulle Gole del Raganello, direttamente dal Belvedere o dalla Diepeza (piccola culla) per ammirare le stratificazioni e le colorazioni delle pareti che cambiano in base alla luce solare.

Civita in Calabria cosa vedere
Piccola culla a Civita in Calabria

Ai piedi della Timpa del Demanio vi è il famoso Ponte del Diavolo, che collega le due sponde del torrente che passa sotto di esso. Il ponte ha ricevuto diversi interventi di restauro ed è possibile raggiungerlo attraverso un percorso che si snoda proprio sotto il Belvedere con un dislivello di circa 250 metri.

Civita in Calabria cose da vedere
Il Ponte del Diavolo di Civita in Calabria

Per gli appassionati di trekking o per coloro che amano il contatto diretto con la natura è consigliabile la risalita della estrema dorsale del Raganello.

Il percorso per raggiungere il sito Mater Chiesa, invece, è semplice e alla portata di tutti, ma è consigliabile l’utilizzo di calzature e capi di abbigliamento idonei.

Costeggiando la parete rocciosa della Timpa a destra, il percorso conduce all’Ostello della Gioventù e al sito Mater Chiesa, il quale sembra che in passato fosse un luogo di preghiera e contemplazione.

Qui il silenzio sovrasta la mente e inizia un rapporto profondo con la Natura. Da qui la vista spazia sulla campagna che circonda il centro ricca di ulivi secolari, alberi da frutta e vegetazione mediterranea tipica di queste altezze.

 

La risalita della dorsale offre una spettacolare vista, le rocce assumono una forma particolare, si vede in lontananza il blu del Mar Ionio.

Civita Calabria cosa vedere
La vista su Civita dall’alto

 

Le parole e i pensieri di Stefania, la organizzatrice del tour, hanno sempre accompagnato e reso speciale questo blogtour. Ha sottolineato che abitare a Civita ha anche i suoi pregi, come la fortuna di avere la palestra vicino casa: la natura, che dona un perfetto equilibrio psico-fisico.

 

Colgo perfettamente il senso delle sue parole, da quando passo le mie giornate camminando nella natura significa avere più tempo per me stessa, dove trovo pace e ristoro per l’anima.

Civita è sicuramente una ottima meta e destinazione di punta della Calabria per vacanze detox e per chi desidera connettersi con la natura in vacanza.

Civita in Calabria, il borgo parlante

L’identità del borgo civitese è segnato da due particolarità che lo rendono unico. Incuriosisce vedere tutt’oggi come il borgo custodisce i segni dell’antica tradizione edilizia civitese: i Comignoli e le Case Kodra.

Civita è un borgo parlante. Lo si evince spostandosi da un lato all’altro del centro. Dal Rione Magazzeno al Rione S. Antonio è facile incontrare delle costruzioni che sembrano richiamare l’attenzione del turista, a volte riuscendo anche a bisbigliarti qualcosa al cuore.

Basta fermare l’attenzione sulle parti superiori dei tetti: ci sono loro, i comignoli, anzi il comignolo. Il comignolo assolve il compito di sblocco dei fumi di una canna fumaria, ma con una particolarità: ognuno con la sua forma, ognuno con la sua storia. Sembrano toccare il cielo e sono i figli di un’antica tradizione edilizia.

In realtà non esistono documenti scritti sul loro periodo di appartenenza, ma le fonti orali li fanno risalire al 1500. Se così fosse, i comignoli sono i testimoni del cambiamento degli stili di edilizia, resistendo in particolare a quella moderna. Ogni comignolo è unico, ognuno è diverso dall’altro, ognuno con una propria forma, a volte anche sproporzionata in rapporto all’abitazione, ma in grado di contrastare il vento di tramontana del Pollino. Alla funzionalità si unisce l’originalità del maestro costruttore, che ogni casa esibisce orgogliosamente.

Non esiste un comignolo identico ad un altro. Le fonti orali legano i comignoli alle credenze e alle superstizioni. Si dice, infatti, che il loro aspetto, a volte anche minaccioso, serviva ad allontanare gli spiriti maligni. Oggi ogni comignolo è mappato e nel borgo ne sono presenti circa 50, alcuni hanno anche un nome, come l’Urlo di Munch.

Organizzatrice del Blogtour Civita e le Sette Meraviglie, insieme all’ispirazione della simpatica Maria Rita del Travel Blog Jamaluca, è Stefania Emmanuele di BorgoSlow. Le parole di Stefania per Civita sono piene di amore sincero per la propria terra e di continua scoperta per le piccole cose che circondano la sua quotidianità. Nel suo B&B Il Comignolo di Sofia, la mia attenzione ricade subito sulle case parlanti, la loro rappresentazione erano quasi ovunque, anche nel porta sacchetti.

Cosa sono le Case Kodra?

 

Civita Calabria: cose da vedere
Le celebri Case Kodra di Civita

Le case dal volto umano, successivamente chiamate ‘Kodra’, sono comparse in alcuni suoi scatti. Sono quelle curiose scoperte che fai solo con gli occhi di chi ama ciò che lo circonda.

Le case parlanti sono costruzioni che incuriosiscono e rapiscono gli occhi e la mente umana. Ognuna ha il proprio volto che rievoca quello umano. Le case sono tutte diverse; tutte uniche, ma con una distribuzione interna degli spazi identica.

La denominazione Case Kodra è successiva alla scoperta e legata al mondo dell’arte, esattamente a Ibrahim Kodra, pittore albanese postcubista e attivo in Italia, che nelle sue opere utilizza colori accesi e un estro particolare, che ricordano e rievocano le forme delle case parlanti.

Le Case Kodra sono custodite nei rioni principali di Civita. Si mescolano con le nuove abitazioni che sembrano abbracciarsi tra di loro, dove ancora si ha la possibilità di scambiare due chiacchiere con gli abitanti e gli anziani del posto.

Ricordo ancora l’anziana donna a cui ho stretto la mano fuori della Casa Kodra Museo nel Rione S.Antonio, inaugurata per il blog tour, la quale conserva perfettamente gli interni e gli stili di queste case parlanti.

Civita Calabria cosa vedere

Nei suoi occhi, così come in quelli di zio Antonio, proprietario di una casetta Kodra (foto sopra), ho visto la bellezza della vita e gli occhi lucidi che testimoniano quanto sia importante per le persone del posto valorizzare il passato, la loro storia, il loro essere e di quanto sia bello che anche gli altri vedano nella stessa direzione la bellezza delle cose.

E se prima gli anziani del posto avevano una sorta di diffidenza verso il turista, ora hanno capito che la vera bellezza di questo posto sono loro, il loro passato, il loro presente e il loro futuro.

Questo bellissimo posto poteva diventare un paese fantasma o essere inghiottito dalla staticità dei piccoli paesini del Sud. Invece, durante questi momenti di convivialità, ho visto tanta voglia di crescita, particolarmente nelle donne, come Antonella Vincenzi, che hanno deciso di investire nella ospitalità e nei servizi al turista proprio nella loro terra natia, ripartendo dalla consapevolezza che i paesi vanno ascoltati e vissuti da dentro.

E questo borgo ha parlato anche a me!

La finalità di questo blog tour, oltre a far scoprire Civita e le sue sette meraviglie, è stata quella di esaltare le sue potenzialità, dopo le forti ripercussioni causate dalla tragedia delle Gole del Raganello.

Dove dormire a Civita?

 

Civita Calabria cose da vedere

Ti consiglio il B&B Antico Granaio. Qui verrai accolto dalla proprietaria Rina. Mi ha fatto sentire subito a casa, offrendomi un caffè caldo proprio come si usa qui in Calabria.

Si nota subito la volontà di entrare nel cuore dell’ospite e di regalare, non solo un soggiorno di tranquillità, ma anche di esperienza, di profumi e di sapori.

Si sveglia all’alba per preparare una buonissima colazione dolce e salata per far felice gli ospiti di qualsiasi nazionalità. Ottimo anche per iniziare la giornata alla scoperta di Civita il suo crostino con uova e asparagi selvatici, che insieme alle mie nuove due amiche d’avventura reggine Roberta e Valeria abbiamo apprezzato molto.

Grazie Rina, anche tu sei stata una splendida scoperta e sei un pezzo del mio #CivitanelCuore.

Ora dopo averti dato alcune informazioni su cosa vedere e dove dormire a Civita, ti suggerisco alcuni luoghi da non perdere.

Dove mangiare a Civita?

L’Oste d’Arberia sorge in un palazzetto storico, ambiente raffinato e unico nel suo genere.

Civita in Calabria Dove mangiare
Gli antipasti de L’Oste d’Arberia a Civita

 

Qui avrai la possibilità di degustare i prodotti della zona d’Arberia, come i salumi dell’azienda biologica Mantonero, i gustosi Canestrati del Pollino, la pasta lavorata a mano secondo le antiche tradizioni civitesi e i prodotti del territorio. Il ristorante possiede una propria cantina ricca di vini calabresi e non.

Civita Calabria: dove mangiare
Il vino rosso Cervinago di Civita in Calabria

 

Visto il mio amore per il vino, mi sento di consigliarti il Cervinago Rosso IGP, scoperto in occasione del blog tour che ha accompagnato la degustazione, anch’esso produzione di un’azienda agricola di due giovani ragazzi del posto che hanno ereditato la passione per il settore vitivinicolo dal padre che lo produceva a livello amatoriale, investendo sulle tradizioni e sulla valorizzazione di vitigni tipici del territorio.

Al lato della piazza principale, il punto ideale per un pit-stop è l’Azienda Agricola Carlomagno, ideale per chi ama i prodotti locali, in particolar modo le mandorle.

Civita in Calabria
La degustazione di latte di mandorla presso l’Azienda Carlomagno

 

È possibile degustare il loro buonissimo latte di mandorla e acquistare anche mandorle pralinate al bergamotto, liquirizia e agrumi di Calabria.

Il ristorante L’Antico Ulivo mira a valorizzare le tradizioni culinarie arbëreshe e calabresi. Fermati qui se sei alla ricerca di un locale che propone i grandi classici, come paste casarecce ai sughi di capretto o selvaggina del Pollino.

 

Civita, terra d’orgoglio arbëreshë

Se ti capita di camminare tra i vicoli di Civita sentirai ancora l’utilizzo della lingua arbëreshë tra gli abitanti, dove si cerca di tramandarlo anche ai più piccoli. Di questa identità la popolazione ne va fiera, lo si evince anche dai canti intonati da Francesco Maria Frega, il principe d’Arberia.

Civita in Calabria

 

Una storia d’amore che parte da lontano, quando nel 1476 gli albanesi fondarono Civita a seguito degli attacchi dell’impero turco, portando in questo posto cultura, tradizioni e lingua.

Nel centro è presente il Museo Etnico di cultura Arbresh, che punta a valorizzare e a promuovere le tradizioni dell’etnia albanese, legata alla tradizione religiosa bizantina e al mondo contadino. Interessante visitare Civita il martedì dopo Pasqua per ammirare le Vallje, balli tipici popolari che attraverso delle danze evocano battaglie e canti in lingua albanese.

A completare il blog tour all’Antico Ulivo c’era Anna Stratigò, ambasciatrice della cucina arbëreshë che ci ha presentato la preparazione di due tipologie di pasta fatta a mano: le Stridhëlat e le Dromësat.

Dromësat è sinonimo di pasta piccola, che viene poi proposta e cotta in un sugo brodoso, molto spesso di carne. La preparazione avviene attraverso la “benedizione” dell’acqua a pioggia sulla farina attraverso l’utilizzo di un ciuffo d’origano del Pollino, il ricavato viene setacciato fino a ricavare delle minuscole e gustosissime briciole.

Civita Calabria

Stridhëlat è una ricetta tramandata nella sua famiglia da tempo. Si tratta di una tipologia di pasta che si usa condita con fagioli e pomodori freschi, in passato un’occasione, ripetute in poche famiglie d’oggi, che portava le donne di casa a riunirsi per preparare questo gomitolo di pasta.

A Civita i turisti vivranno un’esperienza unica sperimentando un’altra dimensione, quella che si avvicina al cuore.

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Laureata in Scienze Turistiche e professionista nel settore alberghiero. Amo condividere attraverso la scrittura e i social network l’incurabile passione per i viaggi.

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