La tecnologia è da sempre a sostegno del mondo dei viaggi. Il riconoscimento facciale in aeroporto ne è un esempio. Grazie a questo sistema i tempi di attesa e di spostamento per i viaggiatori si riducono, mentre per i singoli Stati il controllo sugli ingressi diventa più efficace e puntuale garantendo la sicurezza del proprio territorio.
Stiamo vivendo un’epoca fortemente connotata dalla tecnologia.
Non facciamo più nulla senza di essa.
Se da un lato presenta alcuni aspetti negativi, dall’altro ci offre un supporto nell’esecuzione di alcune attività con enormi vantaggi, come ad esempio la riduzione del tempio impiegato o il miglioramento dell’efficienza.
Il riconoscimento facciale in aeroporto si basa proprio sulla tecnologia per permettere ai passeggeri di viaggiare riducendo i tempi di attesa per i controlli alla dogana.
Gli aeroporti nel mondo, uno dietro l’altro, stanno lavorando per implementare questa tecnologia.
Al momento solo l’aeroporto Changi di Singapore ha dichiarato che a partire dal 2024 i passeggeri potranno lasciare la città-stato senza documenti: all’imbarco sarà utilizzato il riconoscimento biometrico.
In realtà il riconoscimento facciale in aeroporto è già attivo, ma da quest’anno non serviranno più i documenti perché verrà creato un “token unico di autenticazione”. Questo verrà usato nei punti di controllo, dal deposito bagagli all’imbarco.
Come dichiarato dal ministro delle Comunicazioni di Singapore, sarà uno dei primi Paesi al mondo a introdurre l’autorizzazione all’immigrazione automatizzata e senza passaporto.
Accanto all’aeroporto asiatico tanti altri stanno mano a mano introducendo il riconoscimento facciale in aeroporto. In alcuni casi valido solo per singole compagnie aeree, in altri valido per tutti i passeggeri che transitano in aeroporto.
Il prossimo marzo a Dubai sarà attivo il nuovo sistema di controllo che prevede l’apertura automatica di un cancelletto effettuando il riconoscimento facciale.
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Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea nel 2020, i principali aeroporti del Paese hanno visto l’intensificarsi delle code di attesa per il controllo dei documenti. Il governo sta lavorando per l’inserimento del riconoscimento facciale nei propri aeroporti con l’obiettivo di snellire le operazioni.
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Anche in Italia sono attivi i primi sistemi per il riconoscimento facciale in aeroporto.
A Linate un progetto sperimentale coinvolge due compagnie aeree (ITA Airways e SAS) per le destinazioni di Roma Fiumicino e Stoccolma Arlanda.
A Roma, invece, sono stati installati ben 78 e-gates (67 a Fiumicino e 11 a Ciampino).
Questi permettono il controllo dei cittadini italiani e di cittadini stranieri di alcuni Stati attraverso il riconoscimento facciale. Per i soli cittadini italiani il Ministero degli Esteri ha autorizzato l’utilizzo della carta d’identità elettronica, se emessa dopo il 7 febbraio 2018 e per maggiori di 14 anni, per raggiungere una lista di Paesi europei e nordafricani (Egitto e Tunisia).
Per i passeggeri tutto ciò è una fantastica novità che permetterà di ridurre i tempi di attesa e l’orario di arrivo in aeroporto. Per gli aeroporti questo sistema, invece, aiuterà a diminuire i costi del personale addetto ai controlli.
Tuttavia c’è un importante aspetto da non sottovalutare che è quello della privacy. I nostri dati come vengono o verranno trattati? Chi è il responsabile?
Continua a seguirci perché lo vedremo in un prossimo articolo.
Photo credit: Theflightclub.com



